Gennaro8's Blog


Le beatitudini di Gennaro Fusco alias Gennaro Neaz

Io cerco il tuo volto Signore

Giovanni Paolo II e le beatitudini

La settimana Santa:.

Di null’altro posso gloriarmi se non della croce di Gesù cristo, mio Signore, egli è la mia salvezza, vita e resurrezione, per mezzo suo sono stato salvato e liberato.
Quando mi segno con la croce prima di un lavoro o prima di mangiare, prima di acquistare qualcosa, o di qualsiasi cosa io faccio, non dico nel nome di Gennaro, di Amtonio, o nel nome del Nonno, ma nel nome del padre e del figlio e dello Spirito Santo, e questo ha un significato profondo molto di più che un semplice gesto fatto per abitudine, significa affidarsi, poggiare in Dio tutta la mia vita, per obbedienza e per amore a quel Padre con la P maiuscola che mi ha salvato e liberato e che continua a starmi vicino nonostante le mie tante infedeltà, è colui che ha ingoiato la morte, la mia morte, e continuera con me a soffrire e a morire sempre senza stancarsi, starà con me per tutta l’eternità e con me condividerà gioie e dolori, le mie angoscie e le mie morti quotidiane non mi avviliranno fino allo spasmo, fino allo stremo delle forze perché egli mi solleverà su ali d’aquila.
Il sacrificio di Gesù è il mio sacrificio, ed è un sacrificio commemorativo ( memoriale ), memoriale del passaggio dalla schiavitù d’Egitto alla libertà, La Pasqua è un passaggio, Cristo nostra pasqua si è immolato per liberarci, per salvarci dal peccato.
Se oggi desidero veramente essere suo discepolo devo farmi servo di tutti questo è lo Spirito nuovo, come Cristo anche io sono chiamato a entrare nella morte , ingoiare la morte dei miei fratelli, le loro angoscie e le loro paure, Gesù nel gesto di lavare i piedi agli apostoli ha voluto manifestare proprio questo e cioè, nel donarsi per i fratelli attualizza la salvezza del mondo.
L’eucarestia è un offerta continua tutti i giorni Gesù vive questo passaggio, e cioè la passione e morte,e resurrezione, Ci sono parole che dovrebbero essere scritte nel vocabolario del cuore, comunione; condivisione; agape; Gesu si lascia spezzare come pane vivo, è il chicco di grano che muore e porta frutto, l’eucarestia deve trasformarmi in un “essere nuovo” capace di un’azione d’amore costante e quotidiana, essere gratificato dal Signore nell’atto del culto dell’amore al prossimo.
Signore Gesù ti chiedo la grazia necessaria per imparare a vivere sempre meglio il mistero dell’Eucareristia cosi che in questo modo prenda inizio la trasformazione del mondo. Amen
Se credete alla mia parola io e il Padre verremo e prenderemo possesso presso di voi, il Cristo che vive in me è il bersaglio delle frecce dei nemici.
Signore aiutami, aiutami a prendere la morte, ad ingoiarla, tu sei in me, tu sei la via, vita, verità e vita, se tu sei vita in me quale morte mi potrà nuocere o spaventare?
Soltanto nell’abbandono di se stessi, soltanto nel dono disinteressato dell’io in favore del tu,soltanto nel “si” alla vita più grande, propria di Dio, anche la nostra vita diventa ampia e grande.
Cosi questo principio fondamentale, che il Signore stabilisce, in un’ultima analisi è semplicemente identico al principio dell’amore, l’amore, infatti, significa lasciare se stessi, donarsi, non voler possedere se stessi, ma diventare liberi da se, non ripiegarsi su se stessi, cosa sarà di me, ma guardare avanti, verso l’altro, verso Dio e verso gli uomini che egli mi manda.
E questo principio dell’amore, che definisce il cammino dell’uomo, è ancora una volta identico al mistero della croce, al mistero di morte e resurrezione che incontriamo in Cristo.
Chi promette una vita senza di questo sempre nuovo dono di sé, inganna la gente.
Non esiste una vita riuscita senza sacrificio.
Il Signore soffre le nostre angosce insieme con noi, ci accompagna attraverso l’ultima angoscia fino alla luce.
Gesù è certo dell’amore del Padre, spera contro l’evidenza della disfatta, è sicuro che dal grembo oscuro della terra risorgerà quale stella radiosa del mattino (Ap 22,16).
Gesù sa che, camminando verso la morte, affretta il passo verso la resurrezione.
Anch’io che scrivo sono più che consapevole che accettando di entrare nella morte ho la certezza di camminare nella vita da risorto.
Gli atleti quando si allenano bene e vincono le gare hanno i trofei , noi non abbiamo nessun trofeo, nessun merito se non quelli delle tante tosature accettate per amore di Gesù, che sono le umiliazioni, le morti causate dai familiari, amici e fratelli che ci fanno le scarpe, un gergo che usato per dire sono stato contristato, le tosature causate dalla perdita di un genitore, di una moglie ho viceversa, la perdita di un figlio, del lavoro, oppure cause derivante da malattia che ci crocifiggono per tutta la vita come è successo a me.
Grazie Signore Gesù perché solo tu puoi realizzare questo in me perché solo in te e con te posso gioire pienamente.



Via Crucis

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