( Gen 12,1-3 )Il Signore disse ad Abram:<<Vattene dal tuo paese,dalla tua patria e dalla casa di tuo padre,verso il paese che io ti indicherò,faro di te un grande popolo e ti benedirò,renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò,e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra>>.
Abramo esci dalla tua terra,tutto deve essere fatto per questa unità,unità è forza serenità e gioia,unità è sapere che non sono più solo ma sono parte di un immenso amore,questo amore di Dio che è per tutta l’umanità e come S. Francesco anche io innalzo il mio canto (dolce sentire come nel mio cuore ora umilmente sta nascendo amore dolce capire che non sono più solo ma che sono parte di un immensa vita che generosa risplende intorno a me dono di lui e del suo immenso amore).
Questa è la vera felicità stare in armonia con Dio e con i fratelli
(sal 122) quale gioia quando mi dissero andremo alla casa del Signore ed ora i nostri piedi si fermano alle tue porte Gerusalemme,Gerusalemme è costruita come città salda e compatta la salgono insieme le tribù,le tribù del Signore secondo la legge di Israele per lodare il nome del Signore la sono posti i seggi del giudizio i seggi della casa di Davide domandate pace per Gerusalemme sia pace a coloro che ti amano sia pace sulle tue mura sicurezza dei tuoi baluardi per i miei fratelli e i miei amici io dirò su di te sia pace per la casa del Signore nostro Dio chiederò per te il bene.
L’espressione più grande della felicità è la gioia,questa gioia che accomuna tutti di partire per una meta per oggi le mie mete sono i pellegrinaggi,ma un giorno la mia meta dopo aver peregrinato a lungo su questa terra sarà il regno di Dio.
Sono gia proteso verso questa meta celeste questo regno di Dio la vita eterna che poi è gia dentro di me e resta a se accoglierlo oppure no,tutti gli uomini che seguono Dio sono pellegrini su questa terra nella gioia nella precarietà nelle tribolazioni nella morte e nella felicità.
Non siamo soli ma ci sono tanti altri come noi che combattono per la visione di beni e di valori umani e cristiani come S. Francesco S. Massimiliano Maria Kolbe che offri la sua vita al posto di un uomo che era padre di famiglia S. Giuseppe Moscati che ha dato la sua vita per i malati e spesse volte a comprato personalmente i medicinali ai malati perchè troppo poveri per poterselo permettere,e tanti altri santi nel tema sociale e politico come Piergiorgio Frassati modello capace di unire santità e impegno politico.
è questa vita ,questa forza che sta dentro di me,è l’amore di Gesù Cristo che è morto sulla croce per me e vuole che risuscito con lui,che non sto ripiegato su di me e sulle mie debolezze e sofferenze,ma che devo reagire scrollandomi di dosso la polvere del vecchiume che mi appesantisce, tirandomi su le maniche ricominciando a costruire sulle macerie accettando i miei limiti rivedendo la vita come l’ho vissuta fino ad oggi,riconoscendo che solo Dio può sollevarmi e rigenerarmi a uomo nuovo.
Un libro che mi ha molto colpito e che ho letto è:<< l’amore guarisce,di Don Lorenzo Montecalvo >>.è Gesù che libera e guarisce questa è la nostra fede in nessun altro nome l’uomo viene liberato e guarito dalle sue infermità spirituali.
“La morte e la resurrezione”
(1Tess 4,13-14.18),
Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza fratelli circa quelli che sono morti perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza,noi crediamo infatti che Gesù è morto ed è risuscitato cosi anche quelli che sono morti Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
(Rm 8,11),
E se lo spirito di colui che ha resuscitato Gesù dai morti abita in voi,colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
(1Cor 15,20-22),
Ora,invece,Cristo è risuscitato dai morti,primizia di coloro che sono morti.
Poiché a causa di un uomo venne la morte,a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti ; e come tutti muoiono in Adamo ,cosi tutti riceveranno la vita in Cristo.
Se tutto accetto con serenità la mia esistenza sarà meno dura,Dio vuole mettermi nell’animo la speranza,la speranza è in ciò che Dio ha promesso,avere fede significa sperare contro ogni speranza come fece Abramo,e fidarsi di Dio con gli occhi bendati e appoggiarsi solo su questa fede e non più sulle proprie forze.
(Rm 4,18-5,11)
La fede di Abramo e la fede del cristiano.
Egli, sperando contro ogni speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza».
Senza venir meno nella fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent’anni) e che Sara non era più in grado di essere madre;
davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio,
pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo.
Perciò gli fu messo in conto come giustizia.
Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia,
ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore,
il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,
mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio;
non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza,
la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.
Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato
la giustificazione pegno della salvezza.
Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.
Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire;
Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira.
Gli effetti della giustificazione ottenuta per fede.
1P 1:3-9 (1Gv 4:9-10; Ro 8:32)Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.
Cosa ha potuto significare questa parola e questo personaggio per me,per la mia vita ?
è stato un invito continuo e pressante,e ancora oggi continua a risuonarmi dentro è una voce che dice lascia le tue sicurezze,le tue comodità,i tuoi progetti il tuo ego insomma spogliati di tutto,di tutto te stesso e indossa la mia volontà dice Dio prendi la tua croce e seguimi.
Seguirlo significa camminare per una via dolorosa,certo non è stato facile per Abramo lasciare tutto e andare in un paese che lui non conosceva.
L’ignoto e la novità mi fa sempre paura ecco perché resto sempre nelle mie abitudini,neanche per me è stato facile,la parola che Dio mi dona attraverso la liturgia eucaristica è una parola viva,è la voce di Dio che a volte mi sprona,mi consola quando sono triste,colloca in un atteggiamento di discussione la mia vita e il mio essere cristiano,mi ammonisce,mi esorta a dare il massimo,mi turba profondamente,mi procura ansia,è una parola che mi parla con forza,e non posso chiudere le orecchie quando è dura perché essa è parola di vita eterna come dissero gli Apostoli,e allora mi sforzo di piacere a Dio,e di metterla in pratica.
Ma quando devo attualizzare la parola tutti i giorni,mi scontro con il limite della mia volontà,per esempio qualcuno commette un ingiustizia contro di me,ho mi affligge e leggo una parola che dice ama i tuoi nemici e fa del bene a chi ti fa del male.
Grazie al sacrificio di Gesù Cristo sono un uomo libero redento dal suo sangue Gesù Cristo è l’unico che può spezzare i miei legacci,i legacci della morte che sono i peccati come il canto di Kico (Carmen 63)da Tagore sono rotti i miei legami pagati i miei debiti le mie porte spalancate me ne vado da ogni parte essi accovacciati nel loro angolo continuano a tessere la pallida tela delle loro ore o tornano a sedersi nella polvere a contare le loro monete e mi chiamano,e mi chiamano perché torni indietro ma gia la mia spada è forgiata gia ho messo l’armatura gia il mio cavallo è impaziente ed io guadagnerò il mio regno guadagnerò il mio regno.
Me ne vado da ogni parte libero da ogni peccato pagati i miei debiti riconciliato con la mia storia e con tutti con il perdono e la pace spalanco le porte e me ne vado da tutte le parti.
Me ne vado per tutto il mondo ad annunciare che Cristo è morto ed è risorto per i miei peccati e che attraverso di questo sacrificio vuole donarmi la vita,la vita in abbondanza.
(Mt 28,16-20).Gli undici discepoli,intanto,andarono in Gallilea,sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro,gli si prostrarono innanzi;alcuni però dubitavano. E Gesù,avvicinatosi,disse loro;<<Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco,io sono con voi tutti i giorni,fino alla fine del mondo>>.
(Lc 24,36-49).Gesù appare agli apostoli; Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!».
Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere un fantasma.
Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate; perché un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io».
E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?»
Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;egli lo prese, e mangiò in loro presenza.
Ultime istruzioni agli apostoli Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro:
«Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno,
e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.
Voi siete testimoni di queste cose.
Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall’alto».
La missione affidata ai discepoli At 1:8 Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».
Chi mi ama?chi mi sta amando con tutti i miei peccati e vuole liberarmi dalla schiavitù delle passioni,e dagli idoli per rendermi fedele al suo amore per essere puro e santo ed immacolato? davanti a Dio Padre?(2Tim 2,8.11-13)Ricordati che Gesù Cristo della stirpe di Davide è risuscitato dai morti secondo il mio vangelo,certa è questa parola se moriamo con lui vivremo anche con lui,se con lui perseveriamo con lui anche regneremo,se lo rinneghiamo anche egli ci rinnegherà,se noi manchiamo di fede egli però rimane fedele perché non può rinnegare se stesso.
Testimonio al mondo quanto Cristo a fatto per me,egli vuole farlo con tutta l’umanità.
Se persevero sempre nell’orgoglio,e credo che tutto quello che mi accade è un caso,e credo solo nelle mie forze,che tutto dipende da me che so fare tutto e non ho bisogno dell’aiuto degli altri,non cambierà la mia vita solo se mi ridimensiono davanti alla croce e dico con sincerità a Dio che solo lui può darmi aiuto,crollano le mie forze e tutte le sicurezze non mi gonfio più nel mio orgoglio.
Dio agisce,se non gli oppongo resistenza e se con umiltà dico Signore abbi pietà di me povero peccatore,senza di te non posso fare niente.
Per questo amico egli ha dato la sua vita come sacrificio perenne,io desidero con forza essergli amico,amico di Cristo,con il dono della mia vita con la stessa gratitudine che ho ricevuto da lui,da Gesù.
Gesù mi dice vuoi essere mio amico?E con la forza di questa amicizia io sento il dovere di raccogliere il grido di aiuto e di dolore dell’umanità ingannata disperata,senza speranza,(come pecore senza pastore). (1Pt 1,13-21)Perciò dopo aver preparato la vostra mente all’azione siate vigilanti fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà,come figli obbedienti non conformatevi ai desideri di un tempo quando eravate nell’ignoranza,ma ad immagine del santo che vi ha chiamati diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta poiché sta scritto voi sarete santi perché io sono santo,e se pregando chiamate padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere,comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili come l’argento e l’oro foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri ma con il sangue prezioso di Cristo come di agnello senza difetti e senza macchia,egli fu predestinato gia prima della fondazione del mondo ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi,e voi per opera sua credete in Dio che l’ha risuscitato dai morti,e gli ha dato gloria e cosi la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.
La mia speranza è di tornare a lui un giorno come sono venuto al mondo spogliato di tutto perché quello che conta è avere Gesù Cristo.
Portando gli uomini alla salvezza per merito della gloriosa croce del Signore Gesù.
Volesse il cielo che potessi assomigliare un po’ a lui,perché Cristo è umile e mite, tanto tempo fa avevo il privilegio di stare nel giardino dell’eden essendo discendenza di Adamo ed Eva e sono stato buttato fuori per la disubbidienza di Adamo ed Eva,la sofferenza che è nel mondo quale è la causa che ne ha prodotto l’effetto:<< la superbia;l’arroganza;il dispotismo;l’individualismo;il disprezzo della vita ecc ecc,sono cose che vanno contro la morale sociale della chiesa,è il capovolgimento dei valori umani e cristiani.
Gesù Cristo e Maria Immacolata si sono fatti ubbidienti per amore,e con amore fino all’ultimo anelito della loro vita.
(Lc 1,26-38.46-55) L’annunciazione. Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.
L’angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te».
Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.
Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.
Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».
Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?».
L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.
Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;
poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace».
Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l’angelo la lasciò.
il Magnificat;Cantico di Maria
E Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore,
e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva.
Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
perché grandi cose mi ha fatte il Potente.
Santo è il suo nome;
e la sua misericordia si estende di generazione in generazione
su quelli che lo temono.
Egli ha operato potentemente con il suo braccio;
ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
ha detronizzato i potenti,
e ha innalzato gli umili;
ha colmato di beni gli affamati,
e ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servitore,
ricordandosi della misericordia,
di cui aveva parlato ai nostri padri,
verso Abramo e verso la sua discendenza per sempre».
(Fil 2,5-11) Mantenere l’unità nell’umiltà. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù,il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,
ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,
e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
Ecco il nuovo Adamo ecco la nuova Eva che mi hanno donato il privilegio di essere figlio di Dio e che hanno permesso il ritorno nel regno del padre,Gesù mi sta preparando un posto.
L’uomo senza Dio,l’uomo secondo l’antropologia e la rivelazione,l’uomo e la sua vocazione
Un uomo senza valori,privo di valori umani,religiosi e cristiani,che non crede alla vita eterna e per la paura della morte si da a tutto,prostituendosi al mondo,alienandosi,trascorrendo la vita privandosi della vera felicità, Questa è la vera felicità stare in armonia con Dio,con la natura e con tutte le creature.
Un uomo che fugge davanti al dolore,dalle croci e dalla madre sofferente,dal datore di lavoro che lo perseguita è un uomo che fugge di fronte a tutto,è un uomo che non accoglie con amore la sfida della sofferenza come pegno d’amore per Dio che gli ha dato la vita,che non si accetta cosi come è,e non riesce a superare i suoi limiti e per questo non può provare la gioia che ne è espressione più nobile.
L’uomo è composto da un corpo e un anima e sono concordi nell’amore presso Dio,esempio:<< la castità,la penitenza,il silenzio,il digiuno,l’elemosina>>.
Mentre la grande babilonia vuole che l’uomo viva in un dualismo,è la dottrina secondo cui la realtà è formata da due ambiti contrapposti dall’essere spesso visti come il bene e il male frutto di due principi creatori in eterna lotta fra di loro.
Il più famoso dualismo è quello manicheo che insegnava l’esistenza di due divinità in perenne lotta fra di loro nel campo di battaglia del mondo,frutto di un pensiero dualistico è anche la concezione tipicamente greca dell’uomo come composto di anima e di corpo due realtà pensate quasi come contrapposte e certamente separate fra di loro e di unite solamente dal fatto dell’esistenza spesso valutata in un modo negativo.
La grande babilonia vuole dividere l’uomo in due parti come nella dicotomia cioè che l’anima e il corpo siano diversi fra di loro,divisi fra di loro che l’anima faccia l’alleanza con Dio e il corpo con il mondo.
Mentre trascorre la vita sia l’anima che il corpo sono nascosti in Cristo perché Dio che ci ama è un Dio geloso:<<Non abbiate paura dell’uomo che può far perire il corpo invece abbiate in voi il timor di Dio che può far perire nella genna sia l’anima che il corpo>>.
Nell’antropologia cristiana sottolinea l’unità sostanziale di tutto il suo essere la concezione dell’uomo quale essa emerge dalla rivelazione a riguardo della sua origine della sua costituzione interna e del suo fine ultimo.
La rivelazione in lingua greca si dice apocalisse termine che contiene l’idea di qualcosa che è nascosto e che viene fatto conoscere.
La lingua latina invece da qui proviene il termine << revelatio >> usa l’immagine del velo (re-velatio) per indicare l’azione di togliere il velo alla conoscenza umana debole ed imperfetta,e far cosi conoscere qualcosa di più grande.
In senso religioso <<rivelazione>> è quell’azione ed il suo contenuto,per cui Dio che non è direttamente raggiungibile dalla conoscenza umana si fa conoscere almeno parzialmente sia con parole ispirate che con azioni,servendosi a questo proposito di uomini,di linguaggio umano,di realtà ad essi comprensibili,(dal Dizionario dei termini e dei concetti Biblico-Teologici più usati Umberto proch).
In un mondo convertito al consumismo come fonte di benessere diventa per l’umanità terreno di conquista sovvertendo ogni forma di altruismo per il raggiungimento di una felicità effimera che porta al fallimento delle proprie aspettative nella propria esistenza tutto ciò è determinato dall’esclusione di ogni principio cristiano,la grande città babilonia dopo duemila anni di fede cristiana e di rivelazione attraverso i testimoni della fede vuole secondo la lingua latina rimettere al posto suo quel velo che è stato tolto per rivelare agli uomini la vera natura di Dio e che ha mandato il suo figlio a morire sulla croce per donarci il perdono dei nostri peccati e donandoci attraverso la croce la salvezza eterna.
(Fil 2,5-11) Mantenere l’unità nell’umiltà. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù,il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,
ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,
e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
Questo tema che spesso ripete è molto importante per me per la mia esperienza perché Cristo che era Dio si è spogliato della sua divinità e si è fatto simile a me,a impresso su di se la mia immagine di uomo, (Fattezze umane)per poter capire fino in fondo provando sulla sua stessa carne tutta la mia povertà e fragilità.
Cristo si è fatto come me per essere un tutt’uno con me,anzi Gesù Cristo mi è venuto incontro nelle mie infermità mi ha guarito mi ha donato una nuova dignità e quando si è assicurato che io fossi guarito mi è passato avanti per attrarmi a se per sempre cosi che io non ricadessi di nuovo in uno stato di morte ma che passandomi avanti e attirandomi a se io fossi per sempre in uno stato di vita anzi risorto eternamente.
Mentre per la lingua Greca vuole nascondere all’uomo la sua vera natura che cioè l’uomo come immagine di Dio è proteso sempre a fare il bene,perché solo facendo il bene si è felici.
Dal canto di San Francesco D’Assisi”Preghiera semplice”Dammi la forza di consolare i cuori,non voglio avere ma solo donare,capire e amare i miei fratelli.
Noi membri di un progetto di Dio siamo immagine sua e testimonianza del suo amore,questa testimonianza va perseguita attraverso i nostri impegni di famiglia,di lavoro,di parrocchia e di chiesa che siamo tutti noi e che si estende a tutta l’umanità.
Che la nostra testimonianza sia visibile fatta di carità e di comprensione,di perdono e di aiuto ai nostri fratelli perché la loro sofferenza sia meno amara e alleggerita dall’affabilità del nostro amore
Cristo infatti non ha bisogno tutti i giorni come gli al sommi sacerdoti di offrire sacrifici prima per i propi peccati e poi per quelli del popolo perché egli ha fatto questo una volta per tutte egli è senza peccato.
Filippesi 2:8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
Matteo 3:17 Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
Filippesi 2:9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,
Filippesi 2:6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,
Filippesi 2:7 ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;
Ebrei 5:8 Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì;
Ebrei 5:9 e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna,
Ebrei 5:10 essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec.
Giovanni 17:19 Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.
Giovanni 17:20 Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:
Giovanni 17:21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.
Giovanni 17:22 Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno;
Giovanni 17:23 io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me.
Giovanni 17:24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.
Giovanni 17:25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato;
Giovanni 17:26 e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro».
La croce gloriosa di Cristo non è uno strumento di morte e di maledizione,esso è un segno della benevolenza di Dio,è uno strumento di salvezza.
Perché solo soffrendo posso capire l’altro nella condizione umana.
Dal canto di San Francesco D’Assisi”Preghiera semplice”solo se diamo riceveremo,se perdoniamo avremo il perdono,solo morendo rinasceremo,e Gesù a preso su di se il fardello della pienezza di tutte le miserie dell’uomo, e solo attraverso di lui posso gioire ed essere sereno, Pur rimanendo accanto ad un uomo che soffre, quindi la mia salvezza sta nell’offrire la mia vita plasmandomi ad immagine di Gesù Cristo,e portando con dignità la mia croce ed aiutando i più deboli perché attraverso di questo si completi in me i patimenti che sono mancati a Cristo.
Giovanni 19,33-34 ma giunti da Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe,ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.
Il sangue è il battesimo della conversione che beviamo ad ogni celebrazione eucaristica,L’acqua è stata resa santa mediante i patimenti di Cristo che scendendo sul nostro capo ci trasforma da uomini schiavi a uomini liberi e lo Spirito Santo ci illumina donandoci la sapienza per poter capire il mistero trinitario di Dio e per camminare sulla giusta via,un fuoco ci da il calore e la luce che ci permette di superare gli ostacoli della vita con amore e rimanendo in Gesù Cristo senza perdere o dimenticare la meta che è la patria celeste.
Tuffatomi in un mare profondo,immenso,che è la parola di Dio riflettevo su quale fosse stato il motivo che più di tutti mi ha guidato e spronato verso la conversione,cambiando il mio cuore facendolo passare dall’odio all’amore,dal disprezzo di me medesimo alla cura di me medesimo,riflettevo ancora e non riuscivo a spiegarmi,che cosa a potuto operare in me un cambiamento radicale? Deve essere stato un segno molto forte,quale immagine ha potuto operare in me un cambiamento e una conversione?ha chi ho guardato e mi sono sentito amato,spronato?,a chi ho guardato.
Il servo del Signore e la sua opera
(Lu 24:25-27; Fl 2:5-11)(Sl 22; Mt 26-28; At 8:32-35; 13:27-39)(1P 2:21-25; Eb 9:11, ecc.; 10:1-4) Gv 1:29
Isaia 52:13 Ecco, il mio servo prospererà,
sarà innalzato, esaltato, reso sommamente eccelso.
Isaia 52:14 Come molti, vedendolo, sono rimasti sbigottiti
(tanto era disfatto il suo sembiante al punto da non sembrare più un uomo, e il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo),
Isaia 52:15 così molte saranno le nazioni, di cui egli desterà l’ammirazione;
i re chiuderanno la bocca davanti a lui,
poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato,
apprenderanno quello che non avevano udito.
Isaia 53:1 Chi ha creduto a quello che abbiamo annunziato?
A chi è stato rivelato il braccio del SIGNORE?
Isaia 53:2 Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella,
come una radice che esce da un arido suolo;
non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,
né aspetto tale da piacerci.
Isaia 53:3 Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Isaia 53:4 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito,
percosso da Dio e umiliato!
Isaia 53:5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
Isaia 53:6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via;
ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Isaia 53:7 Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la bocca.
Come l’agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa,
egli non aprì la bocca.
Isaia 53:8 Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo;
e tra quelli della sua generazione chi rifletté
che egli era strappato dalla terra dei viventi
e colpito a causa dei peccati del mio popolo?
Isaia 53:9 Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
ma nella sua morte, egli è stato con il ricco,
perché non aveva commesso violenze
né c’era stato inganno nella sua bocca.
Isaia 53:10 Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti.
Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato,
egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni,
e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.
Isaia 53:11 Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce, e sarà soddisfatto;
per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti,
si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
Isaia 53:12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
egli dividerà il bottino con i molti,
perché ha dato sé stesso alla morte
ed è stato contato fra i malfattori;
perché egli ha portato i peccati di molti
e ha interceduto per i colpevoli.
Ho guardato ad un Dio che ha mandato il suo unico figlio sulla terra che si è spogliato della sua divinità per farsi simile a me donandomi la sua vita fino all’ultimo anelito della sua vita,e che ha donato anche il suo corpo e il suo sangue.
Oggi ho capito che la conversione è costante,io pensavo che una volta convertitomi sarei arrivato al mio scopo invece non è cosi,è un combattimento continuo interiore ed esteriore tra il bene e il male,è una tensione continua.
Oggi non giudico più come tanto tempo fa,certo giudico e mormoro ancora,però c’è una misura e un limite,mi sforzo con il tempo a evitare di cadere in questo peccato perché il giudizio uccide la conversione,e c’è una parola:<<la metanoia che significa etimologicamente cambiamento di mente,rivolgimento dei sentimenti,il termine latino conversione indica invece un tornare indietro sui propi passi,un regredire dalla via del male,un cambiamento di rotta,entrambi i termini designano una rinuncia al peccato,un pentimento interiore ed insieme un atteggiamento esterno visibile per cui l’uomo cambia mentalmente.
Romani 12:2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Rinnovando la mia mente e volgendomi a Dio cosi inizio una nuova vita guardo alla katàbasi di Dio.
Riflettevo ancora sul bisogno di fare un inversione,tornare indietro dove,come e perché?
Dove?alle origini,alle radici cristiane come?attraversando il deserto esiliati dal resto del mondo vivere l’esperienza della kènosi,perché?per rivivere a tappe il proprio battesimo con un cammino di iniziazione cristiana,è un passaggio dalla morte alla vita “risurrezione”.
Ma prima della risurrezione nella mia anima devo fare l’esperienza della kènosi,la kènosi è dunque l’incarnazione di Gesù Cristo vista come discesa nel più profondo della condizione umana fino ad assaporare l’abisso della morte in obbedienza a Dio.
Filippesi 2:8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
Come?con un cammino di fede dove la struttura fisica della chiesa è la palestra la parola di Dio e l’eucaristia sono gli attrezzi e il sacerdote l’istruttore per riscoprire il proprio battesimo e rinunciare alle seduzioni del mondo e di satana rimanendo fedele a Cristo
(Giovanni 1,1-18)
Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.
La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.
Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce.
La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.
È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto;
ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;
i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.
E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.
Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me.
Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”».
Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.
Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere.
Se bramassi testimoniare al mondo che appartengo a Cristo come dice San Paolo:<<Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me>>,devo vivere con serenità,nella pace e nella gioia,nonostante le difficoltà della vita.
Sperimentare come S.Francesco d’Assisi davanti alla fame,la povertà e la sofferenza,la perfetta letizia.
La perfetta letizia dal libro dei fioretti di S.Francesco d’Assisi,capitolo ottavo narratore:<<La letizia francescana è qualcosa di più della semplice gioia,è quella gioia che non finisce quando c’è il dolore o quando vengono le difficoltà,un giorno frate Francesco e frate Leone venivano da Perugina era molto freddo e i due fraticelli avevano tanta voglia di ritornare al convento di S.Maria degli angeli per ripararsi dalla pioggia e per potersi riscaldare un po’ e mangiare qualche tozzo di pane dato loro in elemosina,frate Leone camminava molto svelto ma ad un certo punto si senti chiamare da frate Francesco>>.
F.Francesco:<<Ho frate Leone ascolta quello che ti dico anche se frate minore desse esempio di grande santità scrivi non è qui la perfetta letizia,senti ancora frate Leone anche se il frate minore operasse i miracoli più grandi guarendo i ciechi,cacciando i demoni,facendo camminare gli zoppi,facendo parlare i muti,e risuscitare i morti scrivi che neppure qui è la perfetta letizia>>.
F.Leone:<<Padre non sentite il freddo cosi pungente e la pioggia che ci cade addosso vi prego di camminare e di non pensare a queste cose>>.
F.Francesco:<<frate Leone pecorella di Dio ascolta anche questo se frate minore sapesse tutte le lingue del mondo e conoscesse tutte le scienze tanto da poter rivelare a tutti le cose nascoste scrivi che non è questa la perfetta letizia,senti ancora frate Leone anche se il frate minore sapesse predicare cosi bene tanto da convertire tutti gli infedeli alla fede di Cristo,scrivi che non è qui la perfetta letizia>>.
Il narratore:<<I due frati fecero molto cammino parlando di queste cose ma la strada diventava sempre più fangosa a causa della pioggia e la fatica si faceva sentire più del solito,rimasero poi fermi un po’ di tempo senza parlare,ma infine frate Leone desideroso di sapere dove poteva mai essere la perfetta letizia chiese con dolcezza>>.
F.Leone :<<Padre io ti prego per l’amor di Dio dimmi dove potrò trovare la perfetta letizia?>>.
F.Francesco:<<Vedi frate Leone quando noi giungeremo al convento cosi bagnati e infangati,e agghiacciati per il freddo e quasi morti di fame e bussando alla porta troveremo il frate portinaio che non ci aprirà,anzi penserà che noi siamo due vagabondi e ci lascerà fuori dal convento sotto la pioggia e sotto la neve,frate Leone se noi sopporteremo pazientemente e senza mormorazioni tali ingiurie per amore di Gesù allora scrivi che qui è la perfetta letizia>>.
F.Leone:<<E se noi costretti dalla fame e dal freddo insisteremmo ancora a chiamare gridando sempre più forte di facci entrare per amor di Dio?>>.
F.Francesco:<<Se il frate portinaio griderà andate via ladri perché voi ingannate la gente,voi qui non entrerete e non mangerete,se noi frate Leone sappiamo sopportare queste cose con cuore allegro e per amore di Dio allora scrivi o frate Leone qui è la perfetta letizia>>.
Narratore:<<Questo è un bel vangelo da portare a tutti,di che cosa infatti noi ci possiamo gloriare se abbiamo ricevuto tutto da Dio?
Solo delle afflizioni e delle tribolazioni sopportate con amore qui è il nostro merito e la nostra prova di amore per Dio>>.
E come dice l’apostolo :<<Io non mi voglio gloriare se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo>>.
Laudato si mio Signore per tutti quelli che ora soffrono,e sanno accettare ogni pena con gioia per amor tuo,come Gesù Cristo e il Santo poverello Francesco. Amen.
Seguire te Signore non è per niente facile,seguire te mi costa la mia stessa vita,e quante rinunce devo fare ma se penso come S. Francesco mi accorgo che la felicità non mi viene dalle cose del mondo,lo spiega bene la perfetta letizia,la felicità di cui parlavo prima mi deve nascere dal profondo del cuore.
Cristo a vinto la morte,io sono consapevole che lui mi ha aperto una via,e questa via e stesso lui,io non posso che essere felice perché seguirlo poi diventa facile.
Io sono persuaso che la mia vita cambierà,so che la volontà di Dio si innesta nella mia,pero questo cambiamento mi a causa tante sofferenze perché dentro di me ci sono continue lotte,continui scontri,perché la mia volontà,il mio ego, i miei sogni,i miei progetti,dovrebbero dileguarsi,dissolversi in un nulla.
Perché ci sono altri progetti più importanti e divini,ma quello che sono si scontra con questa nuova realtà,che invece di pensare alle proprie soddisfazioni personali,mi fa soffrire per gli altri,mi chiede di perdere la vita,di amare i nemici,allora scopro che il mio rapporto con gli amici,con i familiari,con il mio corpo,ecc ecc,la sua finalità è il mio io,ho riflettuto aiutato dall’inculturazione delle convivenze di inizio corso dove i catechisti parlano di temi che mirano a risvegliare quel fervore e quello zelo intorpidito,sono intrappolato in una cosmogonia del mio io,sono un narcisista,ho provato per me medesimo vergogna,schifo,abiezione,mi sentivo segnato scandalizzato e sporco,e ho preso in odio la mia immagine perché non volevo essere cosi,pretendevo di essere perfetto e queste imperfezioni mi facevano soffrire.
Allora Gesù mi ha preso per mano e mi ha detto:<<Sono morto anche per te su coraggio non vivere più per te stesso,vivi per me che sono morto e risorto,cosi ho incominciato a conoscere che cosa è la castità,i miei peccati,quali i più frequenti.
Ho detto a me stesso se desidero essere un uomo libero devo desiderare con tutte le forze di amare come ha amato Gesù e di vivere secondo il suo esempio,solo cosi potrò sperimentare che cosa ha spinto tanti santi al martirio.
1Pietro 2:15 Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti.
1Pietro 2:16 Fate questo come uomini liberi, che non si servono della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio.
1Pietro 2:17 Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re.
1Pietro 2:20 Infatti, che vanto c’è se voi sopportate pazientemente quando siete malmenati per le vostre mancanze? Ma se soffrite perché avete agito bene, e lo sopportate pazientemente, questa è una grazia davanti a Dio.
1Pietro 2:21 Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme.
1Pietro 2:22 Egli non commise peccato
e nella sua bocca non si è trovato inganno.
1Pietro 2:23 Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente;
1Pietro 2:24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia,
Giovanni 1:29 «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.
Sono figlio di Dio e mi chiedevo come posso essere utile alla conversione di coloro che mi sono vicini come in famiglia,con i fratelli di comunità,nel luogo di lavoro,per coloro che conosco del mio quartiere e che incontro spesso,tra gli amici?
Come posso servire da strumento a Dio per la loro conversione,e per la loro salvezza?
Quando sono umiliato,amareggiato,mortificato,vilipeso,
incompreso,perseguitato per la verità,in quel momento senza ribellarmi,ma con amore e mitezza accettare con serenità l’altro,come agnello condotto al macello e non apri la sua bocca.
Isaia 53:6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via;
ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Isaia 53:7 Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la bocca.
Come l’agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa,
egli non aprì la bocca.
Giovanni 18:36 Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».
Giovanni 18:37 Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce»
In silenzio Cristo è morto in croce ed è attraverso questo silenzio che l’uomo si converte,se seguo questo esempio offrendo la mia vita e soffrendo per coloro che devo amare,cioè i miei nemici,chi mi rende povero, chi mi da la morte ogni giorno,è come se versarsi il mio sangue sul suo capo soffrendo in silenzio e benedicendo Dio che lo ha permesso.
Come ha fatto Cristo che ha versato il suo sangue dal costato stando sul legno della croce, egli non aprì la bocca e questo silenzio mi ha convertito e mi sta convertendo continuamente,egli alla fine quando tutto era ormai compiuto rimise nelle mani di Dio il suo spirito,Dio mi chiama ad amare coloro che mi odiano,mi disprezzano,mi trattano come un barbone,un emarginato,un rifiuto della società,sono un fallimento completo,e Dio si vuol servire proprio di un uomo come me per confondere i potenti della terra,perdendo la mia vita per lui,e questo mi spaventa tanto,ma lui ha detto padre nelle tue mani io rimetto il mio spirito,questa frase mi rasserena molto perché per me significa pace,serenità,tranquillità,armonia,beatitudine.
Perché sforzarmi nel voler raggiungere a tutti i costi una perfezione cristiana,quando Dio gratis dona tutto quello che serve per maturare nella fede ,lui mi dona il suo spirito che mi guida basta solo che io dica si alla sua volontà,non serve molto,ecco allora penso come deve essere rilassante rimettere a lui il mio spirito,mi è immensamente difficile esprimere questo pensiero che a in se una grande verità Dio mi ama e non vuole che io mi complichi la vita,seguirlo è molto più facile basta dire solo si e lui che fa il resto.
Del resto anche S.Paolo a fatto questa esperienza quando diceva:<<Quando voglio fare il bene mi ritrovo a fare il male>>.
Perché non sono importanti tanto le parole ma l’esempio che do della mia vita.
Non c’è un amore più grande di questo dare la vita per i propri amici,Cristo lo ha fatto morendo sulla croce per me e all’alba di un nuovo giorno niente di nuovo sotto il sole.
Carlo Carretto diceva:<<Non avere paura di dire si al Signore,egli non vi chiede tanto,ma vuole vedervi felici,ma non la felicità di questo mondo,ma una felicità eterna.
Non dubitate egli non giudica il vostro peccato,ma guarda al vostro cuore e a ciò che c’è di buono,egli vi giudica secondo quante sono le vostre opere buone>>.
1Samuele 16:7 Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l’ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore».
Dio che è amore guarisce quelli che ama dalla schiavitù del peccato,e li libera ad una vita nuova.
Giovanni 8:12 Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
2Corinzi 5:17 Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.
Matteo 4:12 Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea
Matteo 4:13 e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali,
Matteo 4:14 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Matteo 4:15 Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali,
sulla via del mare, al di là del Giordano,
Galilea delle genti;
Matteo 4:16 il popolo immerso nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
una luce si è levata.
Matteo 4:17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Matteo 4:18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
Matteo 4:19 E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Matteo 4:20 Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Matteo 4:21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò.
Matteo 4:22 Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Matteo 4:23 Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Cristo a vinto la morte con la sua morte in croce e risorgendo mi ha ridato la vita vana non è la mia fede,il costo ed il prezzo è tanto di una vita che nel desiderio di abbandonare interessi a breve scadenza,sono proteso verso progetti di vita che mi guidino ad interessi a lunga scadenza,sopportando con amore e con gratitudine il peso della croce alleggerendo quella del prossimo come conservare un tesoro in un vaso di creta e questo amore aggiunto ad una forza divina che ci viene da Dio ci fa dire con semplicità come S. Francesco:<<Tanto è il bene che io mi aspetto che ogni pena mi è diletto>>.
La vocazione e la chiamata del Signore
Ebrei 5:4 Nessuno può attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne.
Romani 11:33 O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Dio mi chiama come ha chiamato suo figlio Gesù,Gesù è stato dichiarato sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.
Ebrei 7:17 Gli è resa infatti questa testimonianza:Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.
Dio mi lascia libero ma se lo seguo attraverso la comunità:<<la famiglia,ordine religioso o sacerdozio>>.
So che non è comodo seguirlo e quindi come Abramo accetto di vivere nella scomodità e precarietà.
Genesi 12:1 Il Signore disse ad Abram:«Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre,verso il paese che io ti indicherò.
Genesi 12:2 Farò di te un grande popolo e ti benedirò,renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.
Genesi 12:3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».
La vera vocazione è teorizzare come Abramo e Mose,Mose dopo aver visto il roveto ardente,chiamato da Dio per liberare il popolo di Israele tenuto in schiavitù dagli egiziani,lascia tutto per compiere fedelmente la missione affidatagli da Dio,perché capisce che quella è la sua vocazione,e cioè compiere il volere di Dio.
Sento e avverto di resistere e soffrire dal distacco del mondo e da tutti i legami affettivi,riconosco che tutto il mio amore deve essere solo per lui,per Gesù Cristo,e questo amore deve migliorare la veduta tra spazio e tempo,cambiando mentalità e la prospettiva dell’io in una prospettiva diversa quello del voi.
La mia testimonianza deve essere verace e semplice,perché Dio è un padre premuroso e affettuoso,dinanzi a Dio mi umilio riconoscendomi peccatore come il pubblicano.
Luca 18:9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:
Luca 18:10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Luca 18:11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
Luca 18:12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Luca 18:13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Signore si vedono in me i frutti della conversione?
Giovanni 12:30 Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
Giovanni 12:31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
Giovanni 12:32 Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me».
Giovanni 12:33 Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.
Convertiti, perché il regno dei cieli è vicino,in un’altra frase Gesù dice convertiti e credi al vangelo.
è la sua parola che mi cambia la vita,e questo avviene giorno dopo giorno,cambiando le mie paure in atti coraggiosi,le mie sofferenze in consolazioni,il mio pianto in gioia,le difficoltà ci saranno sempre come d’altronde le sofferenze che aumenteranno di più con lo scorrere della vita.
Ecclesiaste 3,1-8
Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Salmi 125:1 Canto delle ascensioni.
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
ci sembrava di sognare.
Salmi 125:2 Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Salmi 125:3 Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmati di gioia.
Salmi 125:4 Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
come i torrenti del Negheb.
Salmi 125:5 Chi semina nelle lacrime
mieterà con giubilo.
Salmi 125:6 Nell’andare, se ne va e piange,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo,
portando i suoi covoni.
Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo,quando sono schiacciato dal peccato avverto dentro di me un senso di solitudine ed ho il bisogno impellente del sacramento della confessione,quando il sacerdote mi assolve,mi da la mano,questo gesto significa:<<Alzati vai e non peccare più(>>,e mentre questo accade mi dice:<<Vai in pace>>.
Provo un grande sollievo perché mi sento riconciliato con il Signore,e la gioia che ne provo è un’esplosione e sento anche di non essere più solo.
Giovanni 8,11 E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Dio non è una nuvoletta evanescente o un soffio di vento,è una persona che mi sta accanto come un padre,ed io come figlio mi lascio conquistare,soggiogare e sedurre,è stato un padre compassionevole anche quando Gesù è caduto per tre volte sotto il pesante legno della croce.
Oggi forse ho capito che quella felicità che tanto bramo che è una felicità che non appartiene a questo mondo,perché la felicità di questo mondo è effimera,non duratura,la vera felicità che io cerco è quella che mi fa vivere sempre con una pace interiore,lo so di non averla ancora raggiunta anche se tante volte l’ho afferrata senza poterla trattenere,e so anche di non aver raggiunto ancora l’apice della conversione cosi da santificarmi per assomigliare totalmente a Cristo che ha lasciato che i suoi carnefici lo torturassero e poi lo inchiodassero sulla croce,senza opporre alcuna minima resistenza,come vorrei anch’io farmi mangiare,diventare cibo……e provare nel contempo quella pace che prima ho citato,eppure quante cadute ho avuto,ed ogni volta che ho fatto l’esperienza della caduta ho sperimentato quante è grande la sua misericordia,ed ho la consapevolezza che Dio non mi abbandona,soprattutto nella debolezza,lui mi passa davanti.
S. Paolo
2Corinzi 12:7 Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia.
2Corinzi 12:8 A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me.
2Corinzi 12:9 Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
2Corinzi 12:10 Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
San Francesco diceva :<<Superare se stessi,negli affetti,nella sessualità,amare tutti incondizionatamente>>.
O Dio io davanti alla tua potenza mi vedo tanto piccolo e senza di te io non posso niente,tu puoi tutto nulla è impossibile a te,donami di amarti e di amare il mio prossimo come me stesso incondizionatamente con la libertà di figlio,come Gesù Cristo che ha compiuto il tuo volere fino all’ultimo anelito della sua vita,forgiandomi a suo esempio nel compiere la tua volontà ben sapendo che questo mi riempie di gioia.
Salmi 2:7 Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Ebrei 1:5 Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato?
E ancora:
Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
Io prego Dio di purificarmi sempre più dal peccato,perché il peccato mi allontana da Dio,è una limitazione che getta l’anima nell’angoscia a causa della solitudine,contemplo sempre la croce,perché la croce mi dona serenità e pace.
Matteo 8:20 Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
Quando riesco anche sforzandomi a rimanere saldo nella fede e nella sua volontà,è allora che sto iniziando a salire il calvario,su questa via dolorosa e lascio fare tutto a Dio questa è la vera pace,a me spetta solo rinnovare tutti i giorni il mio Amen sino alla fine,e il più grande esempio di virtù e di umiltà,e che mi ha insegnato a dire si senza riserve è stata Maria.
Luca 1:26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret
Luca 1:27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Luca 1:28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
Luca 1:29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
Luca 1:30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Luca 1:31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Luca 1:32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
Luca 1:33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Luca 1:34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Luca 1:35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Luca 1:36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
Luca 1:37 nulla è impossibile a Dio».
Luca 1:38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.
“Padre mi abbandono a te,fa di me ciò che ti piace.
Qualsiasi cosa tu faccia di me,ti ringrazio.
Sono pronto a tutto,accetto tutto,purché la tua volontà si compia in me,e in tutte le tue creature:non desidero nient’altro,mio Dio.
Rimetto l’anima mia nelle tue mani,te la dono,mio Dio,con tutto l’amore del mio cuore,perché ti amo…perché tu sei mio Padre”.
Beato Charles de Foucauld
è una gioia inenarrabile essere innamorato di Gesù che mi ha insegnato ad essere innamorato della vita e a farmi riscoprire il senso della vita,e per questo motivo sento di non dover mai mancare all’eucaristia,se è possibile anche tutti i giorni,l’eucaristia è il culmine della vita cristiana dove Cristo offre il suo corpo e il suo sangue.
Prego e leggo le sacre scritture e avverto nell’anima un senso forte di benessere,leggendo le sacre scritture trovo in esso che tutto parla del suo amore per me,quanti memoriali ho! eppure nei momenti più difficili invece di ricordarmeli li dimentico e non riesco a benedire Dio,e vedo tutto come offuscato davanti a me,ma Dio nella sua grande misericordia a pietà di me,e mi basta ascoltare una parola all’eucaristia e ritrovo forza dallo Spirito Santo che mi fa subito vedere togliendo il velo che offuscava la mia vista.
Forse non riesco a esprimermi completamente come vorrei ma quel senso di benessere di cui parlavo prima è quell’assaggio di felicità duratura che ho gia citato.
Dio è un Padre per me e mi chiama ad aprire il mio cuore all’amore,che merito avrei se amassi quelli che mi amano?egli mi chiama ad amare coloro che mi sono ostili,ad amare i miei nemici,a fare del bene a quelli che mi fanno del male,a pregare per coloro che mi perseguitano.
Se non mi converto non posso neppure amare me stesso,e nemmeno il mio prossimo,e se non amo il mio prossimo che posso vedere,come posso amare il Signore che non vedo?
Tutto ciò che ho appena espresso è come una catena se viene meno un anello tutta la catena si distrugge,solo se considero preziosa la vita del mio prossimo,posso considerare preziosa la mia.
E la mia vita diventa preziosa agli occhi di Dio,perché lui è fonte di amore eterno,come un fuoco che non si spegne mai.
La vita non ha senso,se non la impegno per qualcosa che veramente vale,l’amore di colui che ha soffiato nelle mie narici dandomi il suo alito di vita regalandomi una nuova identità e dignità.
Anche l’amore di una donna è bello e soave,e può darmi tanto,ma se al centro di questo amore,di questo rapporto,con la famiglia,con gli amici,con i fratelli di comunità,con una donna non c’è Cristo!manca inesorabilmente l’amore di Dio e vi è solo desiderio,attrazione fisica,egoismo orgoglio inimicizie…Galati 5:16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;
Galati 5:17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Galati 5:18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.
Galati 5:19 Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio,
Galati 5:20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni,
Galati 5:21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;
Galati 5:23 contro queste cose non c’è legge.
Galati 5:24 Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri.
Galati 5:25 Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Nessun rapporto a motivo di esistere se Cristo non è presente,se non è il centro,il fulcro,la roccia su cui si può stare sicuri senza cadere quando la vita si fa più difficile.
Oggi noto come è difficile andare contro corrente,e ne faccio esperienza continuamente e ciò che mi impedisce di agire bene è la sete di potere e di possedere che sempre alberga in me.
oggi noto come la mia casa viene riempita sempre più con ogni sorta di comodità e per la paura dei ladri è diventata una prigione rinchiusa con spranghe di ferro.
E questo mi fa pensare alla mia famiglia come a persone rinchiuse nel proprio piccolo mondo,che è la casa,mi ricordo quand’ero bambino cerano dei bellissimi rapporti di amicizia con tutti i vicini del mio parco,poi con l’insorgere dell’invidia,egoismo,questi rapporti si sono rotti ma è sempre l’amore che vince e a distanza di tanto tempo sembra che le cose siano migliorate,e questo succedeva e succede perché Gesù Cristo non è abbastanza conosciuto,o perché c’è una scristianizazzione dilagante.
In fin dei conti dovrebbe finire dietro le sbarre solo il mio io.
Matteo 6:25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Matteo 6:26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
Matteo 6:27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
Matteo 6:28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Matteo 6:29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Matteo 6:30 Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Matteo 6:31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Matteo 6:32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Matteo 6:33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Matteo 6:34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
San. Paolo diceva:<<non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me>>.
E Gesù dice:<< il mio gioco infatti è dolce e il mio carico è leggero>>.
Matteo 11:28 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Matteo 11:29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Matteo 11:30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Gesù oggi mi dona tanta pazienza,la pazienza di saper aspettare che lui interviene nella mia vita,io mi sentivo chiamato al sacerdozio a trentasette anni ed ho affrontato tante difficoltà,e poi non sono nemmeno diplomato e quindi non potevo accedere agli studi universitari coloro che mi accerchiavano dicevano che era un impresa impossibile.
Oggi ho quarantadue anni e credo che Dio mi stia chiamando a stare in casa con i miei genitori,è questa la missione che Dio mi sta affidando,ed è proprio ciò da cui io ho sempre cercato di fuggire questa è la mia via dolorosa,è il mio salire al monte Carmelo,la salita al calvario.
Un giorno parlando con un mio amico sacerdote chiedevo,padre è vero che la volontà di Dio è fare ciò che a me più mi ripugna?insomma dicevo è difficile interpretare il volere di Dio,ci vuole discernimento,ma a volte questo discernimento è sordo allora come posso capire ciò che piace a lui?se non facendo tutto ciò che a me non piace e tutto ciò che mi fa soffrire?e lui mi ha risposto:<<genericamente dovrebbe essere cosi,ma non è tutta la verità perché non lo si può provare.
Un grande amore
La solitudine,
Il deserto,
La pace,
La grande calma dopo la tempesta,
Il mare aperto,
Il roveto ardente di Mose.
Ho vissuto sofferenze incredibili,ho sperimentato la solitudine,la morte della vita dentro di me,ho perso la dignità,l’onore,il rispetto e l’amore di tutti,la croce era troppo pesante perché io non l’accettavo,e rifiutavo Dio e chiunque vedevo davanti a me perché troppo diversi da me.
Oggi tutti i pezzi del mosaico della mia vita che sono sparsi ovunque si stanno assemblando,perché la mia vita era disgregata,frantumata,annientata.
Dio mi sta costruendo piano piano,mettendo al suo posto tutti i pezzi,dandomi una vita nuova,e quando l’opera di Dio sarà completa allora io sarò pronto per dare la mia testimonianza da uomo risorto.
Continua di Gennaro Fusco
Lascia un commento finora
Lascia un commento